PERCHE' ORDO CHIMERAE?
«...Era il mostro di origine divina,
lïon la testa, il petto capra, e drago
la coda; e dalla bocca orrende vampe
vomitava di foco: e nondimeno,
col favor degli Dei, l'eroe la spense...»
(Iliade, VI, 222-226, trad. V. Monti)
Nella mitologia greca Chimera era un mostro con corpo e testa di leone, seconda testa di capra e coda di serpente. La Chimera prende il nome dalla caratteristica che la diversifica dai genitori: la testa di capra, infatti, non trova riscontro né in Tifone né in Echidna e ne diviene così tratto peculiare. Chimera, in greco Khimaira, significa infatti capra.
Figlia di Tifone, il cui corpo gigantesco culminava in cento teste di drago ed Echidna, per metà donna bellissima e per metà orribile serpente maculato, Chimera fu allevata dal re Amissodore e per lunghi anni terrorizzo' le coste dell' attuale Turchia, seminando distruzioni e pestilenze. Fu Bellerofonte, eroe da molti ritenuto figlio del dio Poseidone, a fermare le scorribande del mitico mostro. Con l'aiuto di Pegaso Bellerofonte riusci a sconfiggere Chimera con le sue stesse, terribili, armi, infatti "...non c'era freccia o lancia che avrebbe presto potuto ucciderla." Allora Bellerofonte immerse la punta del giavellotto nelle fauci della belva, il fuoco che ne usciva sciolse il piombo che uccise l'animale.
La cultura Medioevale veda questa creatura in maniera molto diversa da quella Greca: Ha in comune la testa di leone e quella di capra, però è alata e ha anche una terza testa, quella di drago; da notare che, nonostante la Chimera Greca non avesse la testa di drago sputasse comunque fuoco.
Per quanto riguarda il comportamento della Chimera, notiamo come siano vicine le due culture, infatti in entrambi i casi, questa bestia è portatrice di sventure e di morte.
Raffigurazioni della Chimera, sola o in lotta con Bellerofonte, si trovano in rilievi, monete e pitture vascolari; la più famosa è la Chimera di Arezzo, un bronzo etrusco che è assurto a simbolo di questa misteriosa civiltà.
La Chimera si ritrova anche nell'Eneide fra i mostri incontrati da Enea nell'Antinferno:
«...La Chimera di tre, che con tre bocche
il foco avventa
...»
(Eneide, VI, 424)
e scolpita sull'elmo di Turno:
«...Un elmo avea con tre cimieri in testa
E suvvi una Chimera, che con tante
Bocche foco anelava, quante a pena
Non apria Mongibello...»
(Eneide, VII, 1194-1196, trad. A. Caro)
Ma il mito di Chimera va ben oltre l'immagine mostruosa che la leggenda ci riporta.
La parola chimera viene infatti usata nel linguaggio corrente per indicare un'illusione inverosimile.
Chimera è l' Inafferrabile, l'Irraggiungibile, il Sogno che ogni uomo insegue per una vita intera senza mai raggiungere. é l'immaginario, che ci incita a proseguire verso mete più ardite ed ambiziose.
Ed è proprio per questi motivi che abbiamo scelto questo nome, per noi arrivare dove siamo arrivati era un sogno forse irraggiungibile......
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